reading letterario teatrale e radiofonico con Franco Ventimiglia e Claudio Tesser
LETTURA E ALTRI CRIMINI
La parola come rivoluzione possibile. Reading letterario teatrale e radiofonico
con Franco Ventimiglia e Claudio Tesser. Un sito dedicato alla lettura.
2012 web design Franco Ventimiglia. Email:
franco20miglia@gmail.com, tesserclaudio@gmail.com
INFO
READING LETTERARIO, TEATRALE E RADIOFONICO DI FRANCO VENTIMIGLIA E CLAUDIO TESSER
Introduzione
Come avrete notato leggendo le frasi in dissolvenza, questo è un sito cartaceo dedicato alla parola, sia essa scritta oppure detta, ascoltata, letta, parlata, musicata, tramandata, dipinta, urlata, cantata, recitata... Nella triste realtà sociale, politica e culturale del nostro tempo, sempre più povera di qualità e ricca di vuoto e di apparenza, i libri e la lettura rimangono l'antidoto più efficace contro questo silenzio di valori così sguaiato.
"Il messaggio è: allargate l'area della coscienza"
[Allen Ginsberg]
Franco Ventimiglia e Claudio Tesser si conoscono dai tempi del liceo. L'uno architetto e attore, l'altro filosofo e pittore, lavorano entrambi in ambito pubblico. Li accomuna e li unisce da sempre la passione per arte, letteratura, musica e spettacolo, in particolare il teatro, che hanno esercitato assieme per vent'anni a Mestre nella compagnia La Bottega del Teatro, diretta da Dario Ventimiglia, importante punto di riferimento nella vita culturale veneziana dagli anni settanta agli anni novanta. Ora si stanno dedicando al reading letterario, teatrale e radiofonico. I contenuti del sito sono riferiti a quest'ultimo periodo.
Negli ultimi anni hanno messo in scena a Mestre, presso l’Auditorium del Centro Culturale Candiani, alcune opere teatrali: una riduzione di Notturno indiano di Antonio Tabucchi (settembre 2007), il dramma breve Quella volta di Samuel Beckett (aprile 2008), la riduzione del romanzo giallo Commesse di Treviso di Fulvio Ervas (aprile 2009), la lettura teatrale di Josefine la cantante o Il popolo dei topi di Franz Kafka (febbraio 2010) e la riduzione teatrale dal racconto La lettera di William Somerset Maugham (maggio 2010).
Adorano la radio e in passato hanno collaborato con varie radio libere locali. Da qui l'idea di costruire un programma radiofonico espressamente incentrato sul reading letterario, con lettura di testi integrata da una rilevante presenza musicale. Nasce così ReadBabyRead, programma settimanale dedicato alla lettura, trasmesso sulle frequenze di un'emittente di grande qualità: Radio Sherwood.
Franco Ventimiglia
Recitai per la prima volta a sedici anni. Da allora non ho mai smesso. Era il 1967. Interpretavo un improbabile Don Abbondio, con un cuscino sulla pancia e la lacca argentata in testa, in una riduzione non scolastica del romanzo manzoniano. Adesso non ho più bisogno di quei due trucchi. In verità lo spettacolo, diretto da mio fratello Dario, che era anche l'Innominato, fu davvero un successo in quella bella cittadina ligure divisa, da un torrente, in due parti: Porto Maurizio e Oneglia. Ricordo che Giuseppe Conte, ora uno dei grandi poeti italiani, allora mio insegnante al liceo, scrisse una recensione più che favorevole e di alto livello. Nel 68 ero già a Mestre, dove mi buttai subito a capofitto in quella stupenda avventura rivoluzionaria. Da allora non ho mai smesso. Conosco subito Claudio e nasce un'amicizia che ci accompagnerà costantemente negli anni. Termino il liceo, mi iscrivo a quella che è sempre stata una delle più importanti facoltà di architettura d'Europa, lo IUAV, e a 24 anni mi laureo. Nel frattempo, e sono i primi anni settanta, prosegue con impeto l'impegno politico e culturale, e mi appassiono a tutto ciò che appartiene al mondo artistico, come fotografia, musica, grafica, Motorola 68030 (Commodore 64, Atari ST, Amiga, Mac!), desktop publishing, tentativi di scrittura, e riesco perfino a fare conoscenza e talvolta a lavorare con grandi personaggi del mondo dell'arte e dell'architettura. Ma soprattutto partecipo, con Claudio Tesser, alla nascita di una delle prime radio libere locali, Radio Mestre 103, che trasmette da Marghera, dove conduciamo un programma di musica e poesia dal titolo, prattiano, "Di altri canti... di altre storie". E' una delle prime volte in cui è possibile (e ciò grazie alla grande intelligenza e cultura e alla straordinaria sensibilità artistica, umana e culturale di Claudio) ascoltare per radio intere composizioni di artisti come Alan Stivell o Terry Riley. Dopo qualche anno prende avvio la mia vera attività professionale, quella di architetto urbanista nella pubblica amministrazione, dove faccio il dirigente per anni e realizzo progetti anche di respiro internazionale, sempre scontrandomi, tuttavia, con la dura realtà delle città ormai inesorabilmente assediate dalla speculazione, terreno di operazioni illecite in mano a bieche e basse oligarchie che cavalcano solo i propri privati interessi. Lotto costantemente. Perdo costantemente. Qui la mafia ti ammazza dentro. A trent'anni mi sposo con Teresa. Poi nascono Sarah, Andrea e Luca. Sul fronte della grande passione personale, la mia esperienza teatrale, che condivido sempre coi due fratelli Dario e Donatella e col grande amico Claudio, matura, in vent'anni di attività, all'interno del gruppo La bottega del teatro. Con esso ho la possibilità di spaziare su opere di autori come: Beckett, Goldoni, Collodi, Pirandello, Agatha Christie, Andrea Calmo, Gide, W.B. Yeats, Pasolini, Tolkien, Johnny Hart, Rimbaud, Brecht, Sartre, Majakovskij, Neruda, Ferruccio Brugnaro, Gregory Corso. Sono apprezzato anche da grandi registi italiani, come Luca Ronconi, che mi vorrebbe per alcuni spettacoli, ma purtroppo non posso lasciare il lavoro, anche perché ci sono tre ottimi figli da crescere. Va inoltre sottolineata la partecipazione alla Biennale teatro del 1975 con un allestimento su testi di Samuel Beckett. Dell'autore irlandese, la nostra compagnia teatrale ha inoltre curato la prima rappresentazione italiana di Ohio Impromptu e Rockaby, in una traduzione originale dei testi (curata da me e da Claudio Tesser) approvata con lettera autografa dal premio Nobel. Ho letto, per la Biennale Teatro, opere di Samuel Beckett e Tadeusz Kantor. Oggi l'età impone una maggiore riflessione sull'essenza della parola, ed è per questo che ultimamente con Claudio ci siamo rivolti alla lettura, radiofonica e teatrale. Hasta siempre [fv]
Claudio Tesser
A Venezia sono nato e anche se non ci abito più da moltissimi anni il mio animo mercuriale è rimasto condizionato dall'andirivieni incessante delle maree e dalla acque alte. Quest'animo si è sempre diviso e anche moltiplicato: la passione per la pittura, l'incontro con il teatro, la radiofonia, la piccola editoria, la lettura.. .mi piace un po' di tutto, dev’essere la dispersione delle acque, i canali, la laguna. Come pittore ho molto lavorato per accelerazioni, vuoti e rallentamenti, come per ogni altra cosa. Mi sono piaciute le favole e le illustrazioni, le lusinghe dell'immagine decadente, il disegno, la pennellata, la figura e l'informale, l'immagine ferma e in movimento. Non trovo differenze sostanziali: dipingere è dipingere è restare accanto a un progetto a un filo che si dipana a un sentimento, un mood, un'atmosfera: ascoltare e aspettare finché non si mostra tutta o in parte a volte solo un piccolo frammento si manifesta. Con un amico e sodale Sandro (in realtà Umberto Sartori) pervicacemente abbiamo tentato di promuovere un'editoria minimale e povera, ovviamente a favore nostro e dei nostri amici poeti con i quali ci siamo lungamente confrontati; un'avventura durata alcuni anni, un regalo che ci siamo fatti, un privilegio che ci siamo concessi: lavorare insieme. Non è diverso dal teatro, nel teatro ci sono i compagni, è un'avventura collettiva, una lotta e un piacere condiviso che matura nella misura in cui creiamo degli spazi interni nei quali accogliamo gli altri come idee e fonti di ispirazione. Con Franco, in realtà Francesco, la storia dura da 40 anni, una vita vissuta in prossimità, una vicinanza che ci ha permesso e aiutato a resistere a tante difficoltà incontrate lungo il percorso, una vicinanza che ancora oggi, tra eterni dibatti ti, lamentele e alzate di ingegno, continua; anzi negli ultimi anni l'attività si è infittita, abbiamo realizzato letture teatrali, mostre di pittura e numerosissime trasmissioni radiofoniche. Franco è dotato di un'intelligenza rara dai tratti generosi e geniali, è uno straordinario attore dotato di capacità incantatorie, una fucina di idee, un grafico di rara raffinata purezza. È chiaro che non lo dico per piaggeria, ne sono convinto, la sua mente brillante e pragmatica si applica ovunque e con insperabile capacità realizzativa. Io credo di applicarmi prevalentemente alle fantasie e all'astrazione, una fantasia curiosa e assolutamente poco pratica ma ci troviamo bene insieme. Il sito web che Franco ha costruito documenta gli ultimi anni di lavori, progetti e messe in scena realizzate nella convinzione che questo sia qualcosa che possiamo fare con dignità e sostanza. Amitié (ct)
Info tecniche
Pur non essendo né aspirando ad essere un programmatore, tuttavia l'universo informatico mi ha sempre affascinato e ne seguo con interesse i costanti sviluppi, specialmente in casa Apple, in qualità di utente Mac fino dagli albori. Ad ogni modo cerco di arrangiarmi in qualche modo in questa materia e soprattutto provo a fare delle cose che mi piacciono. Del resto la grafica è un'altra delle mie grandi passioni. Viste le mie esigenze e conoscenze, entrambe minime, per progettare e realizzare questo mini sito mi sono appoggiato a jQuery, un framework javascript molto interessante: sempre meglio sporcarsi le mani con un po' di codice. Con tutti i rischi che javascript comporta, ovviamente, soprattutto in riferimento ai diversi comportamenti dei tanti browser presenti. In effetti, anche nel nostro caso, non tutti i navigatori sono in grado di interpretare correttamente alcuni degli script presenti. Mi sono avvalso di Flash player, per comodità, ma "solo" per l'audio, tutto il resto è html e javascript. Restiamo dunque in attesa che HTML5 diventi lo standard, così potremo finalmente rinunciare a Flash. La ridottissima quantità di informazioni e l'idea di un sito minimalista mi hanno convinto a realizzare un impianto a pagina unica, dove i pochissimi link aprono finestre al posto di pagine. Così durante la visita potrete anche trastullarvi un po' ad aprire e spostare e ridimensionare e ingrandire a tutta pagina e iconizzare le finestre. In caso di panico c'è il pulsante con la "x" per chiudere tutto. Un'altra cosa carina da fare è leggere le frasi letterarie che appaiono in dissolvenza, magari completandole mentalmente o, ancora meglio, ad alta voce, visto che proprio di lettura in questo luogo si tratta. Buon divertimento. [Franco Ventimiglia]
Franco Ventimiglia e Claudio Tesser
franco20miglia@gmail.com
tesserclaudio@gmail.com
RADIO
ReadBabyRead
Radio Sherwood
ReadBabyRead
un programma settimanale
di reading letterario radiofonico
a cura di Franco Ventimiglia e Claudio Tesser
giovedì ore 18.00
domenica ore 20.30
voce
Franco Ventimiglia
regia
Claudio Tesser
durata 30 minuti
http://www.sherwood.it/-ReadBabyRead-
La radio ci ha sempre affascinati. Fino dagli anni ’70 abbiamo collaborato con la nascita delle prime emittenti locali libere. Da qui l’idea di costruire un programma radiofonico dedicato espressamente al reading letterario, con lettura di testi integrata da una rilevante presenza musicale. Così nasce ReadBabyRead su Radio Sherwood.
ReadBabyRead è uno spazio radiofonico settimanale (il giovedì dalle 18.00 alle 18.30, e la domenica dalle 20.30 alle 21.00) dedicato alla lettura su Radio Sherwood, a cura di Franco Ventimiglia (voce) e Claudio Tesser (regia), che si sono occupati professionalmente di teatro per oltre vent'anni e ora si sono rivolti al reading letterario, teatrale e radiofonico.
Non si tratta di una semplice lettura in stile audiolibro, quanto di una vera e propria piccola opera radiofonica, confezionata con grande professionalità, sia nella scelta dei testi, che per gli adattamenti, l'interpretazione, la costruzione delle puntate, la cospicua presenza musicale.
I testi scelti per le letture su ReadBabyRead riguardano le tematiche e i generi letterari più variegati, dal romanzo alla poesia, alle opere teatrali, ai saggi, ai racconti.
Di seguito si elencano alcuni testi che sono stati letti e finora trasmessi in una o più puntate (su già quasi un centinaio di puntate in archivio e moltissime altre under construction)
Franz Kafka, Josefine la cantante o Il popolo dei topi
Roberto Saviano, Gomorra (secondo capitolo)
Gregory Corso, Bomba
Allen Ginsberg, Urlo
Adonis, Tomba per New York
Antonio Tabucchi, Notturno indiano (riduzione)
Raymond Chandler, Aspetterò
Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore
Dashiell Hammett, L'incubo verde
José Saramago, Il racconto dell'isola sconosciuta
William Somerset Maugham, La lettera (riduzione teatrale)
James Frey, In un milione di piccoli pezzi (riduzione)
Alessandro Baricco, Novecento
Stefan Zweig, Mendel dei libri
Il programma è ascoltabile, oltre che in diretta sulle frequenze di Radio Sherwood, anche in streaming web sul sito di Sherwood, e scaricabile via podcast sullo stesso sito e anche su iTunes Store.
Scopo della trasmissione è quello di poter offrire, attraverso Radio Sherwood, una delle emittenti più serie e attente alle tematiche sociali e culturali, un modesto contributo per la città, per le città tutte: l’importante è lavorare insieme per la diffusione della parola, detta, scritta e letta, nel territorio e tra la gente, cosa fondamentale e urgente per cercare di affrancare e rinnovare il nostro martoriato pianeta.
Buon ascolto,
Franco Ventimiglia e Claudio Tesser
TEATRO
Gli spettacoli teatrali
La lettera
di William Somerset Maugham
lettura teatrale
riduzione di Claudio Tesser
adattamento teatrale
di Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
con
Franco Ventimiglia
Roberta Borghi
Santosh Dolimano
Luca Ventimiglia
video
Danilo Gaiotto
luci
Luigi Vincenzi
Fabio Cavolo
foto
Akiko Miyake
Organizzazione
Segnoperenne in collaborazione con cORPIsCENICI
messa in scena
Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
In poche pagine strepitose Maugham ci restituisce il ritratto di un ambiente che, appartenendo in ogni dettaglio all'inizio del secolo scorso, potrebbe parimenti essere il nostro.
La lettera è a ogni modo un perfetto gioiello di equilibrio narrativo.
Colonia britannica di Singapore: ne fa parte Leslie Crosbie, signora irreprensibile sposata a un membro influente della comunità, che…
La scrittura di Maugham ha il dono di trasformarsi immediatamente in immagine, in luce, in tutte le declinazioni del bianco e nero, in tutte le luci e le ombre che il cinema, in particolare, ha saputo riflettere sulla sua opera.
È un meccanismo semplice: la lettura diviene ben presto rapida, quasi vorace e così, inavvertitamente, si entra in un mondo tanto immaginifico quanto palpabile, odoroso, ora frastornato dal calore ora immerso nella mitologia della natura esotica.
Per restituire questa parola così intensa si è preferito, anche per continuare nella nostra accezione di "lettura teatrale", mettere in scena il racconto invece che il testo teatrale scritto poco dopo.
La fama de La Lettera è soprattutto legata alla suggestiva versione cinematografica, che vide protagonista Bette Davis, cui però fu imposto, in ossequio a un discutibile moralismo, un finale differente; ma il testo letterario La Lettera è altra cosa, il racconto si insinua nella vita di tre persone, consegnate a un oriente ancora misterioso, incomprensibile e incompreso, e riesce a farci percepire, con una facilità stupefacente, di quegli animi tormentati, ogni sfumatura, ogni piccola incrinatura
Claudio Tesser
Josefine la cantante o Il popolo dei topi
di Franz Kafka
legge
Francesco Ventimiglia
riduzione
di Sarah Ventimiglia
adattamento e regia
di Claudio Tesser
Tra tutti i topi una sola canta, Josefine. Quando, reclinando la testolina, innalza gli occhi al cielo pronta ad esibirsi, ogni animale lascia le sue occupazioni e accorre per ascoltare quel canto. In realtà Josefine, convinta di cantare, semplicemente fischia come tutti gli altri topi, anzi forse persino peggio.
Tuttavia c'è in quel fischio, linguaggio comune dei topi, una straordinaria consapevolezza: tutti fischiano mentre sono schiavi delle preoccupazioni per la propria sopravvivenza, solo Josefine, forse perché matta o arrogante, folle o geniale, si separa dalla miseria consacrando tutta se stessa al suo flebile canto indisponente.
Eccola lì, quella creatura delicata, che vibra specie al di sotto del petto in modo angosciante, è come se avesse concentrato ogni sua forza nel canto, come se tutto ciò che non serve al suo canto fosse privato di ogni energia, quasi di ogni possibilità di vita, come se lei fosse spogliata, esposta, affidata solo alla protezione di spiriti buoni, come se un alito di vento freddo potesse ucciderla passandole accanto mentre lei, sottratta a se stessa, dimora nel canto.
È il suo allora un fischio liberato dalle catene della vita quotidiana, una sorta di canto come scelta di vita, che libera anche noi per qualche tempo. Perciò non vorremmo mai fare a meno di queste esibizioni.
Ecco che cosa Josefine consente al popolo dei topi: un'esperienza liberata dalla fatica del sudore del pane e della sopravvivenza. Non importa che sia una topolina arrogante, faccia le scene, crei persino pericoli per i suoi simili, qualcosa di inspiegabile attira i topi. Forse una promessa, ancorché vana ed effimera, di felicità e quiete agognate.
In questo racconto, ultima fatica dell'autore praghese, Kafka dipinge magistralmente tutta l'ambiguità dell'opera d'arte, tutta la fragile potenza che il mistero artistico sprigiona, il suo carattere di aperta finzione, di inaudita bellezza, di moritura liberazione, separato dall'espressione comune da una frontiera impalpabile. E' l'abisso che, in virtù della creazione di un senso forse un giorno condiviso da una comunità, separa definitivamente l'arte dalla natura, la grandezza dell'opera d'arte dalla fugacità del suo creatore, ciò che perdura come ricordo (il canto) da ciò che è destinato a morire (colui che canta): "o non è piuttosto che il popolo, nella sua saggezza, abbia collocato il canto di Josefine così in alto proprio perché in tal modo non potesse andare perduto?".
Sarah Ventimiglia
Commesse di Treviso
lettura teatrale dal libro di Luisa e Fulvio Ervas
riduzione di Fulvio Ervas
adattamento teatrale
di Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
con
Franco Ventimiglia
Fulvio Ervas
e con la gentile partecipazione di
Anna Battiston
Manù Brunello
Francesca Carossino
Lea Fabre
Marisa
Anya Monticelli
Caterina Poletti
musiche originali di scena
Luca Ventimiglia
Marco Quaresimin
video
Danilo Gaiotto
luci
Luigi Vincenzi
Fabio Cavolo
foto di scena
Akiko Miyake
messa in scena
Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
Una sarabanda con l'ispettore Stucky, italo - iraniano nato a Venezia, trasferito alla questura di Treviso, commesse molestate, una di colore assassinata, la campagna acquisti natalizi, la stampa scatenata, il questore e il segretario del vescovo che premono perché si risolva il mistero, ristabilendo un clima più propizio ai riti del Natale.
Un giallo leggero ed ironico che mette di fronte, allo specchio, l'immagine di una bella città e certe sue inquietudini: l'accoglienza dei foresti, gli amori diversi, la frammentazione del territorio.
Dietro alla bellezza urbanistica, occasioni di riflessione sui nostri stili di vita riassunti, emblematicamente, nelle sedute di analisi di Max Pierini, gestore di discarica, eroe e martire della raccolta differenziata, genio della piccola impresa familiare al margine dei margini.
Perché gran parte di quello che vediamo nelle vetrine finisce nelle discariche, infernale ombelico di un certo mondo, a ricordarci che "il superfluo è rassicurante, capace di mostrare quanta strada sia stata percorsa tra il sapere di non avere nulla e il credere di avere tutto".
Sino alla soluzione del caso, un venticinque dicembre di riconciliazione senza santità.
Fulvio Ervas
Quella volta
di Samuel Beckett
con
Franco Ventimiglia
Nicola Gemignani
Roberta Borghi
Luca Ventimiglia
altre voci
Sarah Ventimiglia
Andrea Marchiori
Liliana Boranga
Annalisa Monticelli
I Margareth
Luisa Longo
Akiko Miyake
assistenza tecnica
Luigi Vincenzi
foto di scena
Akiko Miyake
messa in scena
Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
Molte le letture che l'opera complessiva e ogni testo di Beckett possono avere. Agli inizi il suo teatro fu definito "dell'assurdo" e poi, col tempo, ci si è accorti che l'assurdo era il nostro vivere e poi noi stessi.
In Beckett molte voci si manifestano, molte sono le voci che compaiono e si fanno udire e l'impressione che ci accompagna, assieme allo stupore, allo straniamento, è che ogni voce e tutte le voci possono essere raccolte in noi stessi.
In Beckett non resta alcun giudizio, solo uno sguardo chiarissimo, "puro occhio".
Nel testo "Quella volta", concepito per la radio, le voci si inseguono definendo una assenza, quasi una smaterializzazione della persona come centro egoico: solo echi e ricordi sono presenti e vivi.
L'assurdo, se vogliamo tornare alla prima definizione, sembra essere, quindi, cercare un senso univoco nell'esistenza e nelle cose in generale.
L'angoscia che questo dislocamento reca con sé sembra superarsi nel lirismo, in una parola poetica che nel suo farsi ricompone (redime?), in un tempo che è assolutamente attimo, l'esistenza di una persona.
Claudio Tesser
Franco Ventimiglia
Notturno indiano
lettura teatrale
dal libro di Antonio Tabucchi
lettore
Franco Ventimiglia
contrabbasso, pianoforte, fisarmonica
Marc Abrams
vocalist
Luisa Longo
giocoliere
Luca Ventimiglia
musica originale e colonna sonora
Marc Abrams e Luisa Longo
costumi e foto di scena
Akiko Miyake
messa in scena
Claudio Tesser e Franco Ventimiglia
Nell'idea stessa di "portare in scena" un testo letterario è presente il senso della riduzione: in uno spazio definito, in un luogo definito, in un tempo definito, tempo che deve armonizzarsi con l'attenzione di un eventuale pubblico.
Riduzione quindi del testo; nel libro si dice "méfiez vous des morceaux choisis"… allora è stato con estrema cautela che abbiamo cominciato e portato avanti questo passaggio indispensabile ai fini di una lettura teatrale.
Si è cercato di ascoltare il testo e lasciarsi guidare da ciò che, di volta in volta, appariva essenziale e irrinunciabile.
Abbiamo messo da parte preferenze troppo personali per poter trovare un equilibrio interno a ciò che inevitabilmente sarebbe diventato un nuovo, altro testo.
Abbiamo tentato di mantenere quelle caratteristiche che tanto ci avevano affascinato nel libro. Il senso del mistero, lo spaesamento, la ricerca, il palesarsi del doppio…, temi intensi che nel testo originale si intrecciano in un impianto narrativo semplice quanto raffinato: un testo che fin dalla sua prima uscita, nel 1984, ha sempre avuto per noi una fascinazione forte che ci ha portato a rileggerlo negli ultimi anni fino a deciderci per questa operazione.
Si diceva "lettura teatrale" poiché si è voluto mettere in scena un "lettore", una persona che non è necessariamente e solo protagonista ma anche testimone e forse autore, il referente di molteplici letture e interpretazioni.
Il testo di Antonio Tabucchi racconta un viaggio alla ricerca di un amico che ha lasciato deboli tracce di sé lungo la strada.
Il lettore legge e riflette, in uno spazio disadorno, sul suo percorso e alla fine comprende, probabilmente, che il cammino si è svolto soprattutto nella sua interiorità e che forse l'oggetto della ricerca non è poi così chiaro e importante.
Accanto alle parole del lettore procede la partitura musicale che partecipa del suo itinerario coinvolgendolo in un gioco di specchi, rimandi e contrappunti.
La musica è stata composta per l'occasione da Marc Abrams e Luisa Longo che la interpretano dal vivo spaziando con l'improvvisazione e delicati temi seriali, determinando la possibilità di dare alla musica una fisionomia attoriale.
FOTO
Tutte le foto degli spettacoli teatrali sono della fotografa Akiko Miyake
AUDIO
Qui potete ascoltare una playlist con alcuni brani tratti dal programma settimanale di reading radiofonico ReadBabyRead, in onda ogni settimana su Radio Sherwood, il giovedì alle 18.00 e la domenica, in replay, alle 20.30, ascoltabile anche in streaming.
E' possibile scaricare, oltre che ascoltare in streaming, i file delle singole puntate del programma di reading letterario radiofonico ReadBabyRead, direttamente dalle pagine della trasmissione sul sito di Sherwood, all'interno delle playlist delle puntate, dove si trovano anche le descrizioni testuali delle opere oggetto di lettura, oppure sulla pagina principale del programma, agendo sul pulsante rss/podcast.
Anche per il podcast del nostro programma radiofonico di reading, l'accesso avviene sempre dalla pagina principale di ReadBabyRead sul sito di Radio Sherwood, cliccando sul pulsante rss/podcast per ascoltare o scaricare le singole puntate.
Esiste anche una versione iTunes del podcast ReadBabyRead reperibile e scaricabile liberamente su iTunes Store.
N.B. Il programma ReadBabyRead (da cui sono estratti e di cui fanno parte i file contenuti nella presente sezione) è una produzione di Radio Sherwood. I diritti relativi alla scelta dei testi e dei brani musicali, alla lettura, alla regia, alla produzione, sono di Radio Sherwood e dei rispettivi autori, insieme ai responsabili del programma e ai loro collaboratori. È consentita la copia per ascolto esclusivamente personale.
Buon ascolto.
NEWS
Ottobre 2010
Piovono Libri, i luoghi della lettura
Anche quest'anno, come nelle precedenti edizioni, il nostro programma di reading letterario radiofonico partecipa all'evento nazionale Ottobre Piovono Libri, i luoghi della lettura, la campagna per la diffusione del libro e della lettura promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in stretta sinergia con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l'Unione delle Province d'Italia e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Durante il mese di ottobre le puntate del programma ReadBabyRead su Sherwood sono dedicate a tale evento.
prossimamente
Attività in itinere
La nostra attività culturale, espressa con passione sia attualmente che in passato, non è purtroppo, anche se ci piacerebbe davvero che lo fosse, la nostra attività primaria, essendo occupati nell'esercizio del vero e proprio lavoro quotidiano di impiegati pubblici. Ma è un limite col quale ormai conviviamo tranquillamente, riuscendo in ogni caso a produrre ogni anno almeno un nuovo evento.
Sempre fuori dalla mischia e sempre nulla di eclatante: per scelta, piccole cose offerte con grande sentimento.
Vi terremo comunque informati. A presto...
CONTATTI
Scrivi a Franco Ventimiglia e Claudio Tesser
Francesco Ventimiglia
franco20miglia@gmail.com
Claudio Tesser
tesserclaudio@gmail.com
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Junichiro Tanizaki
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Herman Melville
Bartleby lo scrivano
His name was Gaal Dornick and he was just a country boy who had never sees Trantor before. That is, not in real life…
Isaac Asimov
Foundation
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Elizabeth Bishop
Il mare e la sua sponda
La mia fanciullezza fu libera e gagliarda. Risuscitarla nel ricordo, farla riscintillare dinanzi alla mia coscienza…
Sibilla Aleramo
Una donna
Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d'inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra…
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Meridiano di sangue
S'arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico…
Andrea Camilleri
Il ladro di merendine
"Vagina". Ecco, l'ho detto. "Vagina". L'ho ripetuto. Sono tre anni che pronuncio questa parola. L'ho detta in teatri…
Eve Ensler
Monologhi della vagina
Hai comprato «Le Monde» all'edicola della stazione, prima di salire sul treno. È oggi che esce il mio racconto…
Emmanuel Carrère
Facciamo un gioco
L'inizio di tutto quello che sto per raccontare fu una scrittura sconosciuta, su una busta. C'era nei tratti di penna…
René Daumal
Il monte analogo
Joe Shupe si stagliò sulla soglia di uno stabile di uffici dalla facciata massiccia, la persona lievemente inclinata, così…
Dashiell Hammett
L'incubo verde
All'una di notte Carl, il portiere notturno, spense l'ultima delle tre lampade nell'atrio principale…
Raymond Chandler
Aspetterò
Oggi sono perplesso come chi ha pensato e trovato e scordato. Oggi sono diviso fra la lealtà che devo…
Fernando Pessoa
Tabaccheria
A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano…
Marcel Proust
Alla ricerca del tempo perduto
La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite…
Andrea De Carlo
Due di due
Piena anche per gli olivi quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto…
Luigi Pirandello
La giara
Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell'Agosto torrido, con il…
Dino Campana
Canti Orfici
Poche miglia a sud di Soledad, il Salinas capita sotto le falde dei colli, dove scorre verde e profondo. L'acqua è anche…
John Steinbeck
Uomini e topi
Cet amour Si violent Si fragile Si tendre Si désespéré Cet amour Beau comme le jour Et mauvais comme le…
Jacques Prévert
Cet Amour
Sono Inés Suàrez, suddita nella leale città di Santiago della Nuova Estremadura, Regno del Cile, anno 1580 di Nostro…
Isabel Allende
Inés dell'anima mia
Venerdì 12 giugno 1942 ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito…
Anne Frank
Diario
Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo…
Tiziano Scarpa
Venezia è un pesce
L'anno scorso, a metà estate, una cittadina della costa norvegese divenne teatro di avvenimenti affatto…
Knut Hamsun
Misteri
Vivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne del Logudoro, anzi la loro…
Grazia Deledda
Il mago
Nell'ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nell'ombra del bosco di Sal, all'ombra…
Hermann Hesse
Siddharta
Abito a villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto. Siamo soli, e siamo morti. Ieri sera Boris…
Henry Miller
Tropico del Cancro
C'è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui…
Cesare Pavese
La luna e i falò
L'ho finita con la psico-analisi. Dopo di averla praticata assiduamente per sei mesi interi sto peggio di prima…
Italo Svevo
La coscienza di Zeno
Se Armilla sia così perché incompiuta o perché demolita, se ci sia dietro un incantesimo o solo un capriccio…
Italo Calvino
Le città invisibili
Policarpo De-Tappetti, incauto padre e scrivano presso il Fondo per il culto, ha promesso al figlio Agenore…
Luigi Arnaldo Vassallo
La famiglia De-Tappetti
C'era una volta... – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un…
Carlo Collodi
Le avventure di Pinocchio
"Siamo qui per dimostrare a tutti che un altro mondo è possibile!" aveva appena finito di esclamare il relatore…
Naomi Klein
No Logo
Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l'unico vicino con il quale avrò a che fare. Magnifico paese, questo…
Emily Brontë
Cime tempestose
Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse, mentre preparano le loro…
William Burroughs
Il pasto nudo
In un borgo della Mancia, che non voglio ricordarmi come si chiama, viveva non è gran tempo un nobiluomo di quelli…
Miguel de Cervantes
Don Chisciotte della Mancia
In un angolo dello scompartimento fumatori di prima classe, il signor Wargrave, giudice da poco…
Agatha Christie
Dieci piccoli indiani
Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una…
John Fante
Chiedi alla polvere
Molte lune fa il dollaro era a quota 870 e io ero a quota 32. Il globo era anch'esso più leggero - due miliardi…
Iosif Aleksandrovič Brodskij
Fondamenta degli incurabili
Umana cosa è l'aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna persona stea bene, a coloro…
Giovanni Boccaccio
Decameron
Ma per piani aridi e illuni o nell'aggrovigliata paura delle giungle immense udrà forse taluno di là da ogni voce…
Carlo Emilio Gadda
La meccanica
Eduard - so nennen wir einen reichen Baron im besten Mannesalter - Eduard hatte in seiner Baumschule die…
Johann Wolfgang von Goethe
Die Wahlverwandtschaften
C'è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica, e nella lingua che non è più la mia la neve è qanik…
Peter Høeg
Il senso di Smilla per la neve
C'erano 117 psicoanalisti sul volo della Pan American per Vienna e io ero stata in analisi da almeno sei di loro...
Erica Jong
Paura di volare
Ieri soffiava un vento conosciuto. Un vento che avevo già incontrato. Era una primavera precoce...
Agota Kristof
Ieri
Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli…
Bibbia
Cantico dei Cantici
Aprile è il più crudele di tutti i mesi. Genera lillà dalla terra morta, mescola memoria e desiderio, desta radici sopite…
Thomas Stearns Eliot
La terra desolata
Qui, sul versante muscoso della roccia del mondo, mi vedono solo un negro che sta per essere ucciso oppure…
Adonis
Tomba per New York
Lei, Pablo, fa strane domande. L'azzurro. Nacque? Ma non c'è sempre stato? Come l'azzurro color cielo sopra il paesaggio…
Christa Wolf
Associazioni in azzurro
Ormai il lager era lontano. Nemmeno più ci pensava, anche se erano passati pochi giorni. Ora stava risalendo…
Mario Rigoni Stern
Che magro che sei, fratello!
Incalzatrice della storia Freno del tempo Tu Bomba Giocattolo dell'universo Massima rapinatrice di cieli…
Gregory Corso
Bomba
Lei conosce le mie simpatie politiche. In questa azione ho voluto comportarmi come il partigiano della signora…
Edgar Allan Poe
La lettera rubata
Cortomaltese si riposava pigramente sull'unica veranda della pensione Java a Paramaribo...
Hugo Pratt
Il segreto di Tristan Bantam
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire...
Alessandro Baricco
Novecento
Fine. Per quella sera non ne avrebbe venduta nemmeno una. Troppo freddo, troppo tardi, le strade si erano...
Fred Vargas
Cinque franchi l'una
La nostra cantante si chiama Josefine. Unsere Sängerin heißt Josefine. Chi non l'ha sentita non conosce...
Franz Kafka
Josefine la cantante
Il corriere colombiano si sentì fottuto quando incontrò lo sguardo del poliziotto. Conosceva il genere...
Massimo Carlotto
Il corriere colombiano
I capelli di Old Man Joe diventarono bianchi quando aveva ventinove anni. Era ubriaco, pioveva...
James Frey
Buongiorno Los Angeles
Il racconto ci aveva tenuti attorno al focolare col fiato sospeso, ma a parte l'ovvia osservazione ch'esso era...
Henry James
Giro di vite
Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943. Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna...
Primo Levi
Se questo è un uomo
Le mani in fondo alle tasche del trench, ero piantato come un picchetto in mezzo a una stanza al terzo piano di una...
Léo Malet
Febbre nel Marais
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie...
Vladimir Nabokov
Lolita
Gustav Aschenbach, o von Aschenbach, come ufficialmente ne suonava il nome dal giorno del suo...
Thomas Mann
La morte a Venezia
Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa...
Francis Scott Fitzgerald
Tenera è la notte
Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato le locandine, programmi e biglietti, costruito il...
Ian McEwan
Espiazione
Mia sorella era una bambina perbene, coi capelli ben ravviati e il vestito alla marinara, e aveva un amore...
Alda Merini
Uomini miei
In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di resti di vermi...
J.R.R. Tolkien
Lo hobbit
Entrò Carla; aveva indossato un vestitino di lanetta marrone con la gonna così corta, che bastò quel movimento...
Alberto Moravia
Gli indifferenti
Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo. Ho esalato l'ultimo respiro ormai da tempo, il mio...
Orhan Pamuk
Il mio nome è rosso
Comincio questo viaggio d'Italia senza preamboli. Parto dall'estremo nord, con l'intento di scendere fino a...
Guido Piovene
Viaggio in Italia
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato "Storie vissute della natura"…
Antoine de Saint-Exupéry
Il piccolo principe
In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong.
A un centocinquanta chilometri più a nord…
Karen Blixen
La mia Africa
La tomba era grande, massiccia, proprio imponente: una specie di tempio vagamente antico…
Giorgio Bassani
Il giardino dei Finzi-Contini
Penso che questa storia della mia lunga lotta col padre, che un tempo ritenevo insolita per non dire unica, non sia…
Giuseppe Berto
Il male oscuro
"Nunc et in hora mortis nostrae. Amen". La recita quotidiana del Rosario era finita. Durante mezz'ora…
G. Tomasi di Lampedusa
Il Gattopardo
Era l'ora straordinariamente calda del tramonto di una giornata di primavera. Agli stagni Patriarsie giunsero…
Michail Bulgakov
Il maestro e Margherita
Nella mia casa paterna, quand'ero ragazzina, a tavola, se io o i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere…
Natalia Ginzburg
Lessico famigliare
Aleksej Fdorovi Karamazov era il terzo figlio di un proprietario terriero del nostro distretto, Fdor Pavlovi …
Fëdor Dostoevskij
I fratelli Karamazov
Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s'era alzato già…
Pier Paolo Pasolini
Ragazzi di vita
Manfredi, principe di Otranto, aveva un figlio e una figlia: quest'ultima, una vergine di rara bellezza, aveva diciotto…
Horace Walpole
Il castello di Otranto
Casa Ransome era stata svaligiata. "Rapinata" disse Mrs Ransome. "Svaligiata" la corresse il marito. Le rapine…
Alan Bennett
Nudi e crudi
Quel volto era reso più lungo da alcune rughe verticali, profonde come cicatrici, scavate da insonnie ostinate…
Tahar Ben Jelloun
Creature di sabbia
Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato…
Saul Bellow
Herzog
Al bar Sport non si mangia quasi mai. C'è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste…
Stefano Benni
Bar Sport
Sono nato a York nel 1632. Mio padre, nativo di Brema, da giovane si era trasferito a Hull e di lì, fatti buoni affari.…
Daniel Defoe
Robinson Crusoe
Nel dipartimento di... ma è meglio non specificare in quale dipartimento. Non c'è niente di più irritabile di ogni sorta…
Nikolaj Gogol
Il cappotto
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel…
Gabriel Garcìa Marquez
Cent'anni di solitudine
Era una fresca limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una. Winston Smith, col mento sprofondato…
George Orwell
1984
Nel mezzo delle sregolatezze che accompagnano l'inverno londinese, avvenne che comparisse a vari ricevimenti…
John William Polidori
Il vampiro
Filippo fischiò dalla strada alle tre del pomeriggio. Mi affacciai alla finestra. Gridò - arrivano -. Di corsa infilai…
Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Ventiquattro schiavi mori spingevano remando la sfarzosa galera che doveva portare il principe Amgiad…
Arthur Schnitzler
Doppio sogno
Strapparmi dalla ubriacature di ozio e di vagabondaggio, a cui mi sono liberamente abbandonato dai quindici…
Federigo Tozzi
Ricordi di un impiegato
Quando il signor Hiram B. Otis, ministro degli Stati Uniti, acquistò Canterville Chase, tutti gli dissero che stava…
Oscar Wilde
Il fantasma di Canterville
Eravamo allo studio, quando il Rettore entrò, seguito da uno nuovo, vestito ancora dei suoi abiti borghesi, e da…
Gustave Flaubert
Madame Bovary
La piccola città di Verrières può passare per una delle più graziose della Franca Contea. Le sue case bianche, dai tetti…
Stendhal
Il rosso e il nero
Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto…
Heinrich Böll
Opinioni di un clown
Gregor Samsa, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto…
Franz Kafka
La metamorfosi
Alcuni avanzi di leggi di un antico popolo conquistatore fatte compilare da un principe che dodici secoli fa regnava…
Cesare Beccaria
Dei delitti e delle pene
Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Per esempio, nella Settantesima…
Truman Capote
Colazione da Tiffany
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte…
Raymond Chandler
Il lungo addio
Nella seconda metà degli anni Sessanta mi recavo di frequente, in parte per motivi di studio, in parte per altre…
Winfrid G. Sebald
Austerlitz
È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere…
Jane Austen
Orgoglio e pregiudizio
- Vi pare lo stesso? - chiese ai soldati l'ufficiale indicando il fiume. Guardavano la corrente, e non risposero…
Riccardo Bacchelli
Il mulino del Po
Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali…
Albert Camus
Lo straniero
Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo. La grafia meticolosa, senza sbavature…
Luther Blissett
Q
Sull'Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla…
Robert Musil
L'uomo senza qualità
Fa giorno con un cielo tutto rosso, sembra di fuoco, eppure il vento è fresco e umido e l'orizzonte una foschia grigia…
Osvaldo Soriano
Triste, solitario y final
Non lontano dal mare, in via Amirim, vive da solo un certo signor Albert Danon. Adora le olive e i formaggi salati…
Amos Oz
Lo stesso mare
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
Giuseppe Ungaretti
Soldati
Come spesso capita con le più belle avventure della vita, anche questo viaggio cominciò per caso. Nel febbraio…
Tiziano Terzani
Buonanotte signor Lenin
Fu proverbeio de chille stascionato, de la maglia antica, che chi cerca chello che non deve trova chello…
Giambattista Basile
Lo cunto de li cunti
V'è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento.
Affondare la propria origine…
Carmelo Bene
Sono apparso alla madonna
La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte…
Pellegrino Artusi
La scienza in cucina